Adoptar a Cani e gatti secondo la UE (parte I^)
Mestizo · Desconocido · Gatito · 10 meses
El European Union ha dado un paso significativo hacia la estandarización del bienestar de perros y gatos en los estados miembros. El EU Regulation 2026/1818, que entró en vigor el 30 de agosto de 2023, establece un marco armonizado para el bienestar, la identificación y la trazabilidad de perros y gatos. Aunque la regulación ya está en vigor, se establece la implementación completa de algunas disposiciones para el 31 de agosto de 2028, mientras que otras entrarán en vigor entre 10 y 15 años. Esto indica que no todos los países están listos para un cambio significativo y han solicitado una generación sociológica para garantizar condiciones y trato humano para perros y gatos. Puntos clave de la regulación incluyen: - Microchip y registro en bases de datos nacionales interoperables para perros (a partir de 2036) y gatos (a partir de 2041). - Un período de transición de 10-15 años, haciendo que la inscripción (útil para frenar el comercio ilegal de cachorros de Eastern a Western Europa) un objetivo lejano. - Exenciones o amnistías para gatos mayores, mientras que los agricultores están exentos de obligaciones para gatos utilizados para el control natural de la reproducción. - Nuevas reglas de cría y reproducción para proteger a las perras de cría, incluyendo una prohibición de la reproducción para gatos menores de 10 meses y perros antes de la segunda celo, con un máximo de 3 camadas en dos años y períodos de recuperación obligatorios de al menos un año. - Limitaciones en la reproducción cruzada y selección extrema, aunque la regulación podría haber sido más estricta y valiente. - Prohibición de la reproducción cruzada y la selección para características físicas extremas que comprometan la salud animal. - Prohibición de la amputación de la cola, el recorte de las orejas, la eliminación de las uñas en gatos y la eliminación de las cuerdas vocales, que entrarán en vigor en 2028.
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Novità importanti per uniformare (tra 10-15 anni) in europa la condizione di benessere di cani e gatti Si sa che la condizione di cani e gatti non è uguale in tutti i paesi UE, anzi in alcuni la tutela del loro benessere è ancora un miraggio, con soppressioni ammesse nei canili e allevamenti-lager tollerati. Va dunque salutata positivamente l'entrata in vigore – il 30 agosto scorso – del Regolamento (UE) 2026/1818, che delinea per la prima volta un quadro europeo armonizzato relativamente al benessere, all'identificazione e alla tracciabilità di cani e gatti. Nonostante il regolamento sia formalmente già in vigore, la piena applicazione di una parte delle disposizioni è fissata al 31 agosto 2028, mentre altre diventeranno operative addirittura tra 10-15 anni, segno che non tutti i paesi sono pronti a una svolta di rispetto e hanno chiesto il tempo di un'intera generazione sociologica per garantire a cani e gatti condizioni e trattamenti di civiltà. Questi i punti chiave del Regolamento. Una delle principali novità è rappresentata dalla tracciabilità e dal microchip per cani e gatti. I l Regolamento impone l’obbligatorietà sia per i cani (dal 2036) che per i gatti (dal 2041) dell'uso del microchip (trasponditore) e della registrazione in banche dati nazionali interoperabili in tutta l'Unione Europea (24 Stati membri dell'Ue richiedono già il microchip obbligatorio per i cani, mentre solo 7 Stati membri lo richiedono per i gatti). Un periodo di transizione, dunque, che va dai 10 ai 15 anni e che rende la registrazione (utilissima anche per frenare l'enorme traffico illegale di cuccioli da Est ad Ovest dell'Unione) un obiettivo davvero lontano. Inoltre, per i gatti (oggi sono 11 milioni) che al tempo vivranno nelle case degli italiani ci sarà verosimilmente un’esenzione o una sanatoria (ad esempio per quelli più anziani), mentre un’esclusione totale dagli obblighi è già prevista per gli agricoltori relativamente ai gatti liberi impiegati per il controllo naturale dei roditori: una rinuncia alla loro tutela pur di evitare un onere burocratico sgradito alle aziende agricole. Nuove regole per l'allevamento e la riproduzione vengono finalmente introdotte per proteggere le fattrici e che valgono anche per le cucciolate casalinghe: purtroppo solo dal 2029, sarà vietata la riproduzione per i gatti sotto i 10 mesi di età e per le cagne prima del secondo calore, mentre ci potranno essere al massimo 3 cucciolate in due anni, con periodi obbligatori di recupero di almeno un anno. Del tutto immotivato, invece, lo slittamento al 31 agosto 2034 dell’obbligo di riconoscimento per gli allevamenti con più di 5 cucciolate/anno o più di 5 fattrici. Finalmente compaiono dei limiti alla consanguineità e alla selezione estrema , anche se la norma poteva essere sicuramente più stringente e coraggiosa. Il Regolamento vieta gli accoppiamenti tra consanguinei stretti ( inbreeding ) e la selezione legata a caratteristiche fisiche estreme che compromettono la salute dell'animale. Il divieto di selezione estrema non equivale, però, alla messa al bando o al divieto di commercializzazione di razze come i brachicefali (Carlini, Bulldog Francesi, ecc.): il Regolamento, infatti, si guarda bene dal toccare il “business” e si limita a imporre il divieto di far riprodurre esemplari che manifestano gravi patologie funzionali legate all'iper-tipo e a imporre l’esclusione dalla partecipazione a concorsi, mostre o esposizioni ufficiali di cani e gatti con tratti morfologici estremi che ne compromettono il benessere, confidando, in sostanza, su un'evoluzione della responsabilità etica degli allevatori che, allo stato attuale, sembra utopistica. Anche i divieti su mutilazioni e pratiche crudeli entreranno in vigore nel 2028 : saranno vietate il taglio della coda (caudotomia), delle orecchie (conctomia), la rimozione delle unghie nei gatti (onicectomia) o delle corde vocali (debarking).
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