Adopter Green Hill: quattro anni fa la liberazione dei beagle destinati alla vivisezione
Croisé · Mâle · Senior · 14 ans
Roma, 28 avril – Une victoire sans précédent et un objectif important pour notre pays, la libération des beagles de Green Hill, destinés à l'expérimentation animale, a marqué un tournant dans la lutte contre l'expérimentation animale, mais surtout, a changé le futur de ben 2639 chiens. Réduits à de simples objets, sans dignité ni respect, les beagles attendaient leur triste sort à l'intérieur des hangars de Montichiari, dans la province de Brescia. Le 28 avril 2012 a vu le début de la libération, les militants animaux parviennent à escalader les clôtures de l'élevage, pénètrent dans les hangars et amènent enfin au soleil les mères et les chiots jusqu'alors emprisonnés. Détresse et peur, ces émotions lisibles dans les yeux des chiens qui ont touché l'herbe pour la première fois et reçu une caresse pleine d'affection. L'Ass.ne Animalisti Italiani Onlus souhaite aujourd'hui rappeler ce moment qui a mis fin aux souffrances de ces animaux qui, autrement, auraient connu un triste destin. L'occasion est propice pour rappeler combien d'autres animaux dans le monde subissent le même sort pénible. Dans l'Union européenne, 12 millions d'animaux sont sacrifiés chaque année au nom de l'expérimentation. Un massacre qui n'aurait pas de raison d'être grâce à l'adoption de méthodes alternatives, et un choix conscient des produits de grande consommation. « Persister à se cacher derrière l'excuse de la recherche scientifique », déclare Walter Caporale, président de l'Association, « n'est qu'un prétexte pour regarder ailleurs, ignorant la douleur et les souffrances des êtres vivants, qui, comme tels, ont pleinement droit à une vie digne et respectueuse, tout comme les êtres humains ». « Quand nous sommes entrés », raconte quant à lui le vice-président PierPaolo Cirillo, « nous ne pouvions croire nos yeux : des dizaines et des dizaines de chiots enfermés dans des cages tout petits. Plus de 30 d'entre nous sont et
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Roma, 28 aprile – Una vittoria senza precedenti e un traguardo rilevante per il nostro Paese, la liberazione dei beagle di Green Hill , destinati alla vivisezione, ha segnato una svolta nella lotta contro la sperimentazione animale, ma soprattutto, ha cambiato il futuro di ben 2639 cani. Ridotti a meri oggetti, senza dignità e rispetto, i beagle attendevano il loro triste fato all'interno dei capannoni di Montichiari, in provincia di Brescia. Il 28 aprile 2012 ha inizio la liberazione, gli animalisti riescono a scavalcare le recinzioni del'allevamento, si introducono nei capannoni e portano finalmente alla luce del sole mamme e cuccioli fino ad allora segregati. Sgomento e timore, queste le sensazioni leggibili negli occhi dei cani che per la prima volta hanno toccato l'erba e ricevuto una carezza colma d'affetto. L' Ass.ne Animalisti Italiani Onlus vuole oggi ricordare questo momento che ha messo fine alle sofferenze di questi animali che, altrimenti, sarebbero andati incontro ad un triste destino. L'occasione, è propizia per ricordare quanti altri animali nel mondo subiscono la stessa penosa sorte. Nell'Unione Europea sono 12 milioni le vittime animali sacrificate ogni anno in nome della sperimentazione. Un massacro che non avrebbe ragione di essere attraverso l'adozione di metodi alternativi, e una scelta consapevole nei prodotti di largo consumo. “ Perdurare nel trincerarsi dietro la scusa della ricerca scientifica – afferma Walter Caporale , Presidente dell'Associazione – è solo un pretesto per voltarsi da un'altra parte ignorando la sofferenza e il patimento di esseri viventi, che come tali, hanno pienamente diritto ad una vita dignitosa e rispettosa, tanto quanto gli esseri umani ”. “ Quando siamo entrati – racconta invece il Vice Presidente PierPaolo Cirillo – n on potevamo credere ai nostri occhi: decine e decine di cuccioli rinchiusi in gabbie piccolissime. Oltre 30 di noi sono entrati per liberarli, e mentre eravamo all'interno invitavamo altre 3000/4000 persone a fare altrettanto, che però sono rimasti a guardare. Avremmo potuto salvare un numero maggiore di cani. In seguito, grazie alla Procura, anche gli altri sono stati liberat i”.
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