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Il canile-rifugio attore nella sorveglianza della leishmaniosi adoptieren

Mischling · Unbekannt

Das Veterinärdienst der ULSS n.1 hat seit letztem Dienstag Überwachungsaktivitäten gegen Leishmaniose eingeleitet, wobei Hunde aus dem Tierheim Apaca eingesetzt werden. Zu den Zoonosen stellt die Leishmaniose ein bedeutendes öffentliches Gesundheitsproblem dar: es handelt sich um eine parasitäre Erkrankung, verursacht durch Leishmania infantum, übertragen durch einen Insektenvektor (Stechmücke oder Phlebotomus), die weltweit sehr verbreitet ist und hauptsächlich Hunde sowie Menschen als zufällige Wirtshunde in italienischen Breiten betrifft. Die Region Venetien hat im Dezember 2025 operative Leitlinien erlassen, um im Jahr 2026 eine Überwachung der Hundepopulation durchzuführen, mit dem endgültigen Ziel – wie in der regionalen Kreisumlage festgelegt –, die öffentliche Gesundheitsschutz und Tierwohl zu stärken, im Rahmen einer One-Health-Perspektive, bei der menschliche, tierische und Umweltgesundheit mit einem integrierten und ganzheitlichen Ansatz betrachtet werden. In Belluno – wo sie kürzlich endemisch geworden ist – hat sich die Leishmaniose hauptsächlich aufgrund zweier gleichzeitiger Faktoren entwickelt: der Entwicklung der Beziehung zwischen Mensch und Tier (einschließlich der Ankunft tausender Hunde aus dem Süden, wo die Zoonose immer vorhanden war, Hunde, die die infektiöse Potenzial durch die Nachlässigkeit derer, die sie schickten und brachten, explosionsartig erhöht haben) und Veränderungen der klimatischen und Umweltbedingungen (die die Ausbreitung der Stechmücken auch in nördlichere Gebiete begünstigt haben, wo die Temperaturen zunehmend wärmer wurden). Daher sind Tierheime – insbesondere zur Kosteneffizienz – zu bevorzugten Standorten für die Untersuchung des Ausmaßes der Krankheit bei Tieren geworden, die als „epidemiologische und Umwelt-Sentinel“ sowie Reservoirs für Leishmaniose agieren. Die epidemiologische Überwachung erfolgt zunächst durch Blutuntersuchungen aller in dem Tierheim anwesenden Hunde durch die staatlichen Veterinäre der ULSS n.1 Dolomiti, gefolgt von der Überwachung möglicher Symptome oder Anzeichen, die auf Leishmaniose zurückzuführen sind (Anwesenheit von Schuppen, Haarausfall, lokale Geschwüre an verschiedenen Körperteilen, ungewöhnliches Nägelwachstum, Vergrößerung der Lymphknoten und Milz sowie im Endstadium Nierenversagen und Tod). Auch die entomologische Überwachung der Vektoren (Stechmücken oder Phlebotomus) wird hinzugefügt, wobei spezielle Fallen zur Erfassung verwendet werden, die vom Mai bis September platziert werden. Warum ist die Überwachung durch die Veterinäre der ULSS n.1 in Zusammenarbeit mit Hunden aus Tierheimen so wichtig? Weil sie helfen wird, die Ausbreitung der Krankheit einzuschätzen und letztendlich zu verhindern, dass sie sich auf Menschen ausbreitet (nur durch den Stich der Stechmücke) in ihren Hauptklinischen Formen: viszeral (schwerer und potenziell tödlich, wenn nicht richtig behandelt) und kutan (Papeln, Knoten oder Geschwüre meist am Gesicht, Armen oder Beinen, die dauerhafte Narben verursachen können). Können Privatpersonen helfen? Sicher, zunächst durch vorbeugende Maßnahmen, die sowohl die Ausbreitung der Stechmücken als auch die Exposition des Hundes gegenüber Infektion beeinflussen, und dann dadurch, dass sie die Erscheinung von Symptomen bei ihrem eigenen Hund überwachen und diese ihrem vertrauten Tierarzt melden, dem es äußerst nützlich wäre, einen Bluttest auf serologische Untersuchung gegen Leishmaniose anzufordern, auch wenn der Hund gesund aussieht.

Original lesen (it)

Il Servizio Veterinario dell'Ulss n.1 ha iniziato martedì scorso l'attività di sorveglianza della leishmaniosi avvalendosi dei cani del rifugio di Apaca Tra le zoonosi, la leishmaniosi rappresenta un rilevante problema di sanità pubblica: si tratta di una malattia parassitaria causata da Leishmania infantum, trasmessa da un insetto vettore (flebotomo o pappatacio), oggi molto diffusa su scala globale, che alle latitudini italiane interessa principalmente il cane e l’uomo come ospite accidentale. La Regione Veneto ha emanato a fine 2025 le direttive operative per attuare, nel corso del 2026, una attività di sorveglianza della malattia nella popolazione canina, con il fine ultimo – si dice nella circolare regionale- di rafforzare la tutela della salute pubblica e il benessere animale, in un’ottica One Health , dove la salute umana, animale e ambientale vengono considerate con un approccio olistico ed integrato. Anche a Belluno – dove è da poco endemica- la leishmaniosi ha approfittato sostanzialmente di due fattori concomitanti: l’evoluzione del rapporto uomo-animale (compreso l'arrivo sul territorio di migliaia di cani dal Sud dove la zoonosi è da sempre presente, cani che, per la superficialità di chi li ha spediti e di chi li ha fatti arrivare, hanno fatto esplodere il potenziale infettivo) e i cambiamenti delle condizioni climatico-ambientali (che hanno favorito l'espansione dei pappataci anche in aree più settentrionali dove le temperature sono diventate sempre più calde) . E' così che i canili – soprattutto per ottimizzare la spesa – sono diventati luoghi di indagine privilegiata per stabilire il grado di diffusione della malattia in soggetti (i cani) che fungono da “sentinella epidemiologica” ed ambientale, oltre che da serbatoio per la leishmaniosi. La sorveglianza epidemiologica si realizza, anzitutto, con prelievi ematici su tutti i cani presenti in rifugio da parte dei veterinari ufficiali dell'Ulss n.1 Dolomiti e, poi, con il monitoraggio di eventuali sintomi e segni riconducibili a leishmaniosi (presenza di forfora, caduta del pelo, ulcerazioni localizzate in diverse regioni del corpo, crescita abnorme delle unghie, ingrossamento dei linfonodi e della milza e, nella fase terminale, insufficienza renale e morte). Alla sorveglianza sui cani si aggiunge, poi, quella entomologica dei vettori (pappataci o flebotomi), eseguita mediante apposite trappole per la loro cattura che verranno posizionate da maggio a settembre. Ma perchè è così importante la sorveglianza attuata dai veterinari dell'Ulss n.1 con la collaborazione dei cani del rifugio? Perchè aiuterà a valutare la diffusione della malattia e, in ultima analisi, ad impedire che essa colpisca l'uomo (sempre e solo attraverso la puntura dei pappataci) nelle sue forme cliniche principali: viscerale (più grave e, se non curata adeguatamente, potenzialmente letale) e cutanea (papule, noduli o ulcere di solito su viso, braccia o gambe, che possono produrre cicatrici permanenti). E i privati possono essere d'aiuto? Certo, anzitutto attraverso azioni preventive che agiscono sia sulla diffusione dei pappataci, sia sull'esposizione del cane al contagio e, poi, sorvegliando la comparsa di sintomi nel proprio cane e segnalandoli al veterinario di fiducia, al quale sarebbe in ogni caso utilissimo chiedere un prelievo ematico per l'esame sierologico nei confronti della leishmaniosi anche se il cane è apparentemente sano.

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🇮🇹Italien
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