Adoptar a Il canile-rifugio attore nella sorveglianza della leishmaniosi
Mestizo · Desconocido
El Servicio Veterinario de ULSS n.1 ha comenzado actividades de vigilancia para leishmaniosis desde el martes anterior, utilizando los perros del refugio animal Apaca. Entre las zoonosis, la leishmaniosis representa un problema significativo de salud pública: es una enfermedad parasitaria causada por Leishmania infantum, transmitida por un vector insecto (mosquito o phlebotomus), ahora muy extendida a nivel mundial, que afecta principalmente al perro y al ser humano como hospedador accidental en las latitudes italianas. La Región de Véneto emitió directrices operativas a finales de 2025 para implementar, durante 2026, una actividad de vigilancia en la población canina, con el objetivo último -establecido en el circular regional- de fortalecer la protección de la salud pública y el bienestar animal, desde una perspectiva de Salud Única, donde la salud humana, animal y ambiental son consideradas con un enfoque integrado y holístico. En Belluno -donde recientemente se ha vuelto endémica- la leishmaniosis ha aprovechado esencialmente dos factores concurrentes: la evolución de la relación humano-animal (incluyendo la llegada de miles de perros del Sur donde la zoonosis siempre ha estado presente, perros que han incrementado potencialmente la infección debido a la negligencia de quienes los enviaron y de quienes los trajeron) y cambios en las condiciones climáticas y ambientales (que han favorecido la expansión de los mosquitos incluso en áreas más septentrionales donde las temperaturas se han vuelto cada vez más cálidas). Por lo tanto, los refugios -especialmente para optimizar costos- se han convertido en lugares preferidos para investigar la extensión de la enfermedad en los sujetos (perros) que actúan como "sensores epidemiológicos y ambientales", así como reservorios de la leishmaniosis. La vigilancia epidemiológica se lleva a cabo primero mediante pruebas sanguíneas en todos los perros presentes en el refugio animal realizadas por los veterinarios oficiales de ULSS n.1 Dolomiti, y luego mediante el monitoreo de cualquier síntoma o signo atribuible a la leishmaniosis (presencia de caspa, pérdida de pelo, úlceras localizadas en varias partes del cuerpo, crecimiento anormal de las uñas, aumento de los ganglios linfáticos y bazo, y en la fase terminal, insuficiencia renal y muerte). También se añade la vigilancia entomológica de los vectores (mosquitos o phlebotomus), realizada utilizando trampas específicas para su captura, que se colocarán desde mayo hasta septiembre. Pero ¿por qué es tan importante que los veterinarios de ULSS n.1 realicen la vigilancia en colaboración con los perros del refugio animal? Porque ayudará a evaluar la propagación de la enfermedad y, en última instancia, prevenirla de que afecte a los humanos (solo a través de la picadura de los mosquitos) en sus formas clínicas principales: visceral (más grave y potencialmente mortal si no se trata adecuadamente) y cutánea (pápulas, nódulos o úlceras generalmente en la cara, brazos o piernas, que pueden producir cicatrices permanentes). ¿Pueden ayudar las personas privadas? Por supuesto, primero a través de acciones preventivas que afectan tanto la propagación de los mosquitos como la exposición del perro a la infección, y luego observando la aparición de síntomas en su propio perro y notificándolos a su veterinario de confianza, al que sería extremadamente útil solicitar una prueba sanguínea para examen serológico contra la leishmaniosis incluso si el perro parece saludable.
Leer original (it)
Il Servizio Veterinario dell'Ulss n.1 ha iniziato martedì scorso l'attività di sorveglianza della leishmaniosi avvalendosi dei cani del rifugio di Apaca Tra le zoonosi, la leishmaniosi rappresenta un rilevante problema di sanità pubblica: si tratta di una malattia parassitaria causata da Leishmania infantum, trasmessa da un insetto vettore (flebotomo o pappatacio), oggi molto diffusa su scala globale, che alle latitudini italiane interessa principalmente il cane e l’uomo come ospite accidentale. La Regione Veneto ha emanato a fine 2025 le direttive operative per attuare, nel corso del 2026, una attività di sorveglianza della malattia nella popolazione canina, con il fine ultimo – si dice nella circolare regionale- di rafforzare la tutela della salute pubblica e il benessere animale, in un’ottica One Health , dove la salute umana, animale e ambientale vengono considerate con un approccio olistico ed integrato. Anche a Belluno – dove è da poco endemica- la leishmaniosi ha approfittato sostanzialmente di due fattori concomitanti: l’evoluzione del rapporto uomo-animale (compreso l'arrivo sul territorio di migliaia di cani dal Sud dove la zoonosi è da sempre presente, cani che, per la superficialità di chi li ha spediti e di chi li ha fatti arrivare, hanno fatto esplodere il potenziale infettivo) e i cambiamenti delle condizioni climatico-ambientali (che hanno favorito l'espansione dei pappataci anche in aree più settentrionali dove le temperature sono diventate sempre più calde) . E' così che i canili – soprattutto per ottimizzare la spesa – sono diventati luoghi di indagine privilegiata per stabilire il grado di diffusione della malattia in soggetti (i cani) che fungono da “sentinella epidemiologica” ed ambientale, oltre che da serbatoio per la leishmaniosi. La sorveglianza epidemiologica si realizza, anzitutto, con prelievi ematici su tutti i cani presenti in rifugio da parte dei veterinari ufficiali dell'Ulss n.1 Dolomiti e, poi, con il monitoraggio di eventuali sintomi e segni riconducibili a leishmaniosi (presenza di forfora, caduta del pelo, ulcerazioni localizzate in diverse regioni del corpo, crescita abnorme delle unghie, ingrossamento dei linfonodi e della milza e, nella fase terminale, insufficienza renale e morte). Alla sorveglianza sui cani si aggiunge, poi, quella entomologica dei vettori (pappataci o flebotomi), eseguita mediante apposite trappole per la loro cattura che verranno posizionate da maggio a settembre. Ma perchè è così importante la sorveglianza attuata dai veterinari dell'Ulss n.1 con la collaborazione dei cani del rifugio? Perchè aiuterà a valutare la diffusione della malattia e, in ultima analisi, ad impedire che essa colpisca l'uomo (sempre e solo attraverso la puntura dei pappataci) nelle sue forme cliniche principali: viscerale (più grave e, se non curata adeguatamente, potenzialmente letale) e cutanea (papule, noduli o ulcere di solito su viso, braccia o gambe, che possono produrre cicatrici permanenti). E i privati possono essere d'aiuto? Certo, anzitutto attraverso azioni preventive che agiscono sia sulla diffusione dei pappataci, sia sull'esposizione del cane al contagio e, poi, sorvegliando la comparsa di sintomi nel proprio cane e segnalandoli al veterinario di fiducia, al quale sarebbe in ogni caso utilissimo chiedere un prelievo ematico per l'esame sierologico nei confronti della leishmaniosi anche se il cane è apparentemente sano.
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Publicado el mes pasado






