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Υιοθετήστε τον/την Il comportamento predatorio nel cane (Canis familiaris)

Άγνωστο · Ενήλικας · 7 έτη

On Friday, March 22, 2019, we rescued a fawn that had been attacked by a dog and reported it on our social media (as we always do in these cases), asking people who, like us, live with dogs, to be more attentive during walks in areas where wild animals also live. Better to walk the dog on a leash in these areas rather than have an animal dead... right? No. The social media decided that the news was "fake"; it had not been a dog that attacked the fawn; it had been a hunter's dog, which had encouraged it "very strongly"; it had been a poacher; we had made up the story to stimulate donations; our dog doesn't do those things (and so?); our dog "plays only" with wild animals, chasing them, not killing them. And many other absurdities, all aimed at justifying walks with dogs off-leash, regardless of the context and the preparation one has in managing unexpected situations. Meanwhile, unfortunately, the fawn, who was also pregnant with two puppies, died. Among the various comment threads on the post, we identified some that we decided to explore further. The first concerns the predatory instinct / predatory motivation in the domestic dog. Did the animal shelter Miletta make it up? Is it present only in certain breeds? Is a dog with a predatory instinct not a balanced dog? We asked for explanations from Dr. Emmanuela Diana, Ethologist and Zooanthropologist.[vc_row css_animation=”fadeIn” css=””][vc_column][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_custom_heading text=”Il comportamento predatorio nel cane (Canis familiaris)”][vc_column_text] [/vc_column_text][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_row_inner][vc_column_inner width=”1/2″][vc_column_text] The predatory behavior is an instinctive behavior that is part of the dog's ethogram, or the catalog of normal behaviors that characterize the species. Like all instinctive behaviors, in the predatory action, one can observe a diversified response of the dog in relation to the same stimulus, as the animal's reaction threshold varies in relation to environmental conditions and the physiological state of the subject. Instinctive behaviors are a form of adaptation and correspond to the characteristic behaviors of a species. They have two main components: Appetitive or searching behavior: a component that varies from one subject to another Final action: a non-variable component, genetically programmed The domestic dog (Canis familiaris) originates from the wolf (Canis lupus) and both are predators. They find their prey directly and, since they spend most of their time in this activity, they show the "behavioral patterns" related to the investigative system more frequently than all other systems (Scott and Fuller, 1975). The domestic dog still uses techniques to avoid being noticed by its prey, for example, staying upwind and rolling on carcasses to mask its scent, kicking to mark territory with the scent of interdigital glands, marking with urine or leaving excrement on stones (Boitani, 2000). Wolves are generalist hunters that hunt various types of prey and feed on any available source of nutrition (Scott and Fuller, 1975): the wolf's diet consists of meat, but also a quantity of plants such as herbs, fruits and insects. (Mech, 1970). Before starting a hunt, hunting dogs engage in a type of social behavior similar to that of wolves. Murie (1944) described the wolf ritual as follows: "a considerable ceremony often precedes the start of the hunt: generally there is a general participation and much wagging." For hunting dogs, Estes and Goddard (1967) described a similar behavior: "play and hunting tend to become progressively wilder and reach a climax in which the dogs circle together and call in unison". After these group ceremonies, the members go out to look for the prey. The dog exhibits different types of predatory aggression depending on the type of prey it hunts. For small prey, the sequence is considerably consistent from one subject to another: the dog jumps with feet together, vertically, ears erect, fur on the dorsal region raised, and falls with the two front limbs on the prey. The jump is repeated multiple times until the prey is immobilized. It is then grabbed with the jaws and vigorously shaken, causing neck fracture (Pageat, 1999). For large prey, group hunting is observed, the course of which depends on the hierarchical organization. The prey is identified after a search phase, which determines its flight. Such flight is the factor that triggers the subsequent predatory behavior in the dog. A prey that remains motionless has all the chances of being ignored. After the search phase comes a run that aims to force the prey to stop and face its pursuers. When this goal is achieved, the dogs bite the prey, mainly on the hindquarters, then kill it with widespread bites

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Venerdì 22 marzo 2019 abbiamo soccorso una capriola predata da un cane e ne abbiamo dato notizia sui nostri social (come facciamo sempre in questi casi) chiedendo più attenzione alle persone che, come noi, convivono con i cani, durante le passeggiate in aree abitate anche animali selvatici. Meglio una passeggiata al guinzaglio, in queste aree, piuttosto che un animale morto… no? No. I social hanno stabilito che la notizia era “fake”; non era stato un cane a predare la capriola; era un cane di un cacciatore, che lo aveva incitato “fortissimo”; era stato un bracconiere; ci eravamo inventati la notizia per stimolare donazioni; il proprio cane quelle cose lì non le fa (e quindi?); il proprio cane “gioca solamente” con i selvatici rincorrendoli, non li uccide mica. E tante altre bizzarrie, tutte volte a giustificare le passeggiate con i cani senza guinzaglio, indipendentemente dal contesto e dalla preparazione che si ha nella gestione di imprevisti e situazioni di emergenza. Nel frattempo purtroppo la capriola, che era anche incinta di due cuccioli, è morta. Tra i vari filoni di commenti ai post, ne abbiamo individuati alcuni che abbiamo deciso di approfondire. Il primo riguarda l'istinto predatorio / motivazione predatoria nel cane domestico. Se l'è inventato Rifugio Miletta? È presente solo in alcune razze? Un cane con istinto predatorio non è un cane equilibrato? Abbiamo chiesto spiegazioni alla Dottoressa Emmanuela Diana, consulente Etologa e Zooantropologa. Il comportamento predatorio è un comportamento istintivo che fa parte dell'etogramma del cane domestico, ovvero del catalogo dei comportamenti normali che caratterizzano la specie. Come tutti i comportamenti istintivi, nell'azione predatoria si può osservare una risposta diversificata del cane in rapporto ad uno stesso stimolo, in quanto la soglia di reazione dell'animale varia in rapporto alle condizioni ambientali e allo stato fisiologico del soggetto. I comportamenti istintivi sono una forma di adattamento e corrispondono ai comportamenti caratteristici di una specie. Essi presentano due componenti principali: Comportamento appetitivo o di ricerca: componente variabile da un soggetto all'altro Azione finale: componente non variabile e geneticamente programmata Il cane domestico (Canis familiaris) trae le sue origini dal lupo (Canis lupus) ed entrambi sono animali predatori. Essi trovano le loro prede cercandole direttamente e, dato che spendono la maggior parte del tempo in questa attività, essi mostrano i “pattern” comportamentali relativi al sistema investigativo più frequentemente di tutti gli altri sistemi (Scott e Fuller, 1975). Il cane domestico utilizza ancora oggi le tecniche per non farsi notare dalle prede, ad esempio tenersi sopravvento e rotolarsi su carogne per dissimulare il proprio odore, scalciare per marcare il territorio con l’odore delle ghiandole interdigitali, marcare con l’urina o lasciare escrementi su sassi (Boitani, 2000). I lupi sono cacciatori non specializzati che cacciano diverse tipologie di prede e si cibano di qualunque fonte di nutrimento disponibile (Scott e Fuller, 1975): la dieta del lupo è costituita da carne, ma anche da una quantità di vegetali quali erbe, frutti e da insetti. (Mech, 1970). Prima di cominciare una battuta di caccia, i cani da caccia ingaggiano come i lupi un tipo di comportamento sociale molto simile. Murie (1944) ha descritto il rituale dei lupi come segue: “una considerevole cerimonia spesso precede la partenza per la caccia: in genere c'è una generale compartecipazione e molto scodinzolamento”. Per i cani da caccia, Estes e Goddard (1967) hanno descritto un comportamento simile: “gioco e caccia tendono a diventare progressivamente più selvaggi e ad attraversare un climax in cui i cani girano in tondo insieme e lanciano richiami all'unisono”. Dopo queste cerimonie di gruppo i membri escono alla ricerca della preda. Il cane presenta diversi tipi di aggressività predatoria a seconda del tipo di preda che caccia . Per le prede di piccola taglia, la sequenza è considerevolmente costante da un soggetto all'altro: il cane salta a piedi uniti, verticalmente, orecchie dritte, pelo della regione dorso lombare eretto, e ricade con i due arti anteriori sulla preda. Il salto si ripete più volte, fino a quando la preda viene immobilizzata. Essa viene poi afferrata con le mascelle e scossa vigorosamente, provocandone la frattura del collo (Pageat, 1999). Per le prede di grandi dimensioni, si osserva una caccia in gruppo, il cui svolgimento dipende dall'organizzazione gerarchica. La preda è identificata dopo una fase di ricerca, che determina la fuga della stessa. Tale fuga è il fattore che determina lo scatenamento del successivo comportamento predatorio nel cane. Una preda che resta immobile ha tutte le possibilità di essere ignorata. Dopo la fase di ricerca segue una corsa che mira a costringere la preda a fermarsi e ad affrontare i suoi inseguitori. Quando tale obiettivo è raggiunto, i cani mordono la preda, prevalentemente ai posteriori quindi uccisa con morsi diffusi e alla gola. Rispetto alla tecnica predatoria nel lupo che è raffinata ed essenziale, nel cane domestico si osserva poca esperienza, dovuta in particolare a un mancato percorso di apprendimento, e azioni di natura istintiva. La tecnica è grossolana e disordinata, i morsi sono casuali e disseminati su tutto il corpo, imprecisi, tali da causare gravi lesioni lacere da scuotimento sulle masse muscolari; la scena dell'aggressione si presenta confusa con spargimento di peli e con un elevato numero di capi feriti (in caso di abbondanza di prede). Rispetto al parente selvatico, i cani quasi mai attaccano per fame e spesso non mangiano gli animali uccisi . Se consumano le prede, preferiscono le parti muscolari e spesso mangiano gli animali ancora vivi. Il comportamento predatorio è un comportamento difficilmente sopprimibile, perché istintivo . L'educazione può in parte aiutare a migliorare la gestione ed interessa in particolare la componente variabile del comportamento istintivo, ma anche in questo caso non è possibile annullare il comportamento predatorio . Significherebbe agire contro natura, snaturare il cane, e questo non è possibile . Per questa ragione sono fondamentali la prevenzione, il controllo e la valutazione del contesto da parte del proprietario, ricordandosi che tale comportamento è favorito dalla stimolazione ambientale, dalla pulsione predatoria, ma può essere peggiorato da un deficit di socializzazione . Con la selezione artificiale l'essere umano ha provocato delle modificazioni relative all'istinto predatorio nel Canis familiaris , in particolare differenze tra i gruppi di razze. Nei diversi contesti storici e geografici l'essere umano ha infatti selezionato il cane per renderlo utile nei diversi compiti (caccia, guardia, difesa, conduzione delle greggi ecc) scegliendo per la riproduzione quei soggetti che presentassero le caratteristiche morfologiche e comportamentali più adatte. Nell’ambito dell’istinto predatorio si osservano delle variazioni sia rispetto all’antenato selvatico che tra le diverse razze canine. Le sequenze predatorie di cattura e consumo della preda che nel

Μέγεθος
Μικρό
Ηλικία
Ενήλικας · 7 έτη
Τοποθεσία
🇮🇹Agrate Conturbia NO
Φιλοξενεί
Rifugio Miletta
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