Adoptera Attenzione al Panace di Mantegazza
Korsad ras · Okänd · Äldre · 10 år
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It is a herbaceous plant that can cause severe skin and mucosal injuries in dogs. It is primarily found in Agordino, but also in Lamon and Sedico. Potentially widespread throughout all regions of northern Italy, in Veneto it is included in the "list of priority species to eradicate": this is the Mantegazza's Panax (Heracleum Mantegazzianum), a truly imposing herbaceous plant, reaching up to 5 meters in height, with a hollow and robust stem, hairy and with purple spots, leaves up to 1.5 meters long, and that, between June and August, produces umbrellas of white flowers, sometimes up to 50-80 cm in diameter. It is a dangerous plant because contact with it causes inflammation of the skin and mucous membranes when exposed to sunlight (redness, skin rash, sunburns, and blisters, with hyperpigmentation of the burned areas that can persist for months or even years): the sap of the Mantegazza's Panax contains chemical substances (furanocumarines) that cause severe damage, especially to bare and non-pigmented skin, and less severe damage to skin with pigmentation and possibly covered with dense fur, as in the case of the black-headed sheep. At risk, not only are humans but also animals, and in particular, grazing livestock and dogs, which can come into contact with the plant in many ways (even the eyes are at risk) or even ingest parts of it. Since symptoms do not appear immediately but only after 24-48 hours of exposure, it is often difficult to trace the cause: that is why it is important to recognize the plant during a walk or a stop in nature and prevent contact or at least remember that contact has occurred, allowing for a correct diagnosis of visible damage on the skin or mucous membranes. In the Bellunese, nuclei of Mantegazza's Panax are present primarily in Agordino (the first sightings along the watercourses between Cencenighe and Listolade and in the La Stanga area date back over 10 years), in Lamon (thanks to the regional campaign funded by Veneto, 28,000 plants were eradicated last year), and in Sedico, but it is certainly present in Cadore and other areas of the province, thanks to the proximity to the Trentino territories where it is widely spread. If the dog has come into contact with the plant, it is necessary to immediately and thoroughly wash the affected area with water and soap, avoid sun exposure, and then consult a veterinarian, without forgetting to report the presence of the Mantegazza's Panax to the Municipality or Forest Services so they can intervene with eradication.
Läs original (it)
E' una pianta erbacea che può provocare gravi lesioni a pelle e mucose del cane. La si trova soprattutto in Agordino, ma anche a Lamon e a Sedico. Diffusa potenzialmente in tutte le regioni del nord Italia, in Veneto è inserita nella “lista delle specie prioritarie da eradicare”: si tratta del Panace di Mantegazza (Heracleum Mantegazzianum), una pianta erbacea di taglia davvero imponente, alta fino a 5 m, con fusto cavo e robusto, irsuto e con macchie violacee, foglie lunghe fino a 1 metro e mezzo e che, tra giugno e agosto, produce ombrelle di fiori bianchi, larghe anche 50-80 cm. È una pianta pericolosa, perché il contatto crea una infiammazione della pelle e delle mucose quando sono esposte alla luce solare (arrossamenti, rash cutaneo, eritemi e vesciche, con un’iperpigmentazione delle parti ustionate che può persistere per mesi e addirittura anni): la linfa del Panace di Mantegazza contiene, infatti, delle sostanze chimiche (furanocumarine) che provocano danni anche molto gravi soprattutto alla pelle nuda e non pigmentata e un po’ meno gravi, invece, a chi ha pelle pigmentata e magari ricoperta da peluria fitta, come, ad esempio, la pecora a testa nera. A rischio, infatti, non sono soltanto gli umani ma anche gli animali e, in particolare, il bestiame al pascolo e i cani, che possono venire a contatto con la pianta in molti modi (anche gli occhi sono a rischio) o addirittura ingerirne delle parti. Dato che i sintomi non compaiono subito ma dopo 24-48 ore dall’esposizione, spesso è difficile risalire alla causa: ecco perché è importante riconoscere la pianta durante la passeggiata o la sosta in natura e prevenire il contatto o almeno ricordare che il contatto è avvenuto e permettere, quindi, una diagnosi corretta dei danni visibili sulla pelle o sulle mucose. Nel bellunese, nuclei di Panace di Mantegazza sono presenti soprattutto nell’Agordino (i primi avvistamenti lungo i corsi d’acqua tra Cencenighe e Listolade e nella zona La Stanga risalgono a oltre 10 anni fa), a Lamon (solo l’anno scorso, grazie alla campagna di contrasto finanziata dalla regione Veneto, sono state estirpate 28 mila piante) e a Sedico, ma è presente certamente anche in Cadore e in altre aree della provincia, complice la vicinanza con i territori trentini dove è ampiamente diffusa. Se il cane è venuto a contatto con la pianta, è necessario lavare immediatamente e abbondantemente la parte colpita con acqua e sapone, evitare l'esposizione al sole e poi ricorrere al medico veterinario, senza dimenticare, però, di segnalare la presenza del Panace di Mantegazza al Comune o ai Servizi forestali perché possano intervenire con l’eradicazione.
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