Con il cane…sul cucuzzolo della montagna adoptieren
Mischling · Unbekannt · Welpe · 6 Monate
Bergwandern ist eine der schönsten Aktivitäten mit einem Hund. Aber mit Bewusstsein. Die erste Regel, die respektiert werden sollte, scheint offensichtlich zu sein, doch ist es überhaupt nicht, da oft Menschen, die mit ihrem Hund unterwegs sind, nur an ihre eigenen Fähigkeiten und körperliche Verfassung denken (manchmal sogar nicht daran!), als wäre es selbstverständlich, dass der Hund jede Steigung und jede Länge der Route bewältigen kann. Stattdessen muss der Wanderer für den Hund geeignet sein, seinen Gesundheitszustand, sein Alter, seine Größe, sein Trainingsniveau und seine Widerstandsfähigkeit gegen Müdigkeit berücksichtigen. Mittlere oder große Hunde sollten nur ab einem Alter von einem Jahr in die Berge mitgenommen werden, dürfen aber keine Steigungen bewältigen, was weitere sechs Monate warten lässt, da eine längere Route weniger Steigungen erfordert und umgekehrt. Kleine Hunde und brachycephale Rassen neigen dazu, leichter zu ermüden, und daher muss die Route proportional zu ihren Fähigkeiten sein. Es gibt auch die Überzeugung, dass der Hund in den Bergen (als Bereich außerhalb der Stadt) immer losgelassen werden kann, damit er endlich seine Sehnsucht nach Laufen und Schnüffeln erfüllt. Dies ist eine sehr häufige Denkweise, typisch für Menschen, die im besten Fall einfach unvorbereitet und schlecht informiert sind, aber oft auch Arroganz und Übermut zeigen. In Wirklichkeit kann der Hund nie losgelassen werden, wenn er eine Gefahr darstellt, zum Beispiel für andere Wanderer, Skifahrer, Radfahrer, Besucher oder Betreiber von Berghütten usw., oder wenn es eine Sperre (die manchmal sogar eine Zugangsverbot darstellt) für geschützte Gebiete und Naturparks gibt. Doch außerhalb dieser Situationen ist der Hauptgrund dafür, den Hund nicht loszulassen, wenn er nicht sofort auf den Rufer des Besitzers reagiert, die Notwendigkeit, das Wild zu schützen: ein Hund, der einen der vielen wild lebenden Tiere in den Bergen jagt, gefährdet nicht nur das Leben des Wildtieres (das, selbst wenn nicht verletzt oder getötet wird, sich dennoch verletzen oder aufgrund der Jagd schwächen und somit anfälliger für andere Wildtiere werden kann), sondern auch sein eigenes Leben aufgrund möglicher Kontakte mit kranken wilden Tieren (Rabies, Tuberkulose, aber auch die Krankheit Aujeszky', verursacht durch ein Virus, dessen natürlicher Wirt der Boa ist und für das es keine wirksame Behandlung gibt). Eine spezielle Seite im Abschnitt „Der Hund in der Gesellschaft“ des Abschnitts „Apaca's Guides“ (auch in Audioformat) sammelt viele weitere nützliche Informationen über Ausrüstung, wie man die Route ansteuert und was man vor und nach einem Bergwandern zu tun hat.
Original lesen (it)
L'escursione in montagna è tra le attività più belle da fare con il cane. Ma con coscienza. La primissima regola da rispettare sembra ovvia, ma non lo è affatto, dato che spesso chi si accompagna al cane pensa soltanto alle capacità proprie e alla propria condizione fisica (talvolta neppure a questa!), quasi fosse scontato che il cane possa affrontare qualsiasi dislivello e qualsiasi durata del percorso. Invece, l’escursione deve essere adeguata al cane, al suo stato di salute, alla sua età e taglia e al suo livello di allenamento e al grado di resistenza alla fatica. Cani di taglia media o grande dovrebbero essere condotti in montagna solo dopo l’anno di età ma senza che debbano affrontare dislivelli, per affrontare i quali bisognerà attendere altri 6 mesi, tenendo conto che un percorso più lungo dovrà comportare meno dislivello e viceversa. I cani di piccola taglia e le razze brachicefale tendono ad affaticarsi più facilmente e quindi il percorso dovrà essere proporzionato alle loro capacità. C'è poi la convinzione che il cane in montagna (in quanto area extraurbana) possa essere lasciato libero sempre, in modo che finalmente dia sfogo al proprio desiderio di correre e annusare. E' un modo di pensare frequentissimo, proprio di persone che nell'ipotesi migliore sono solo sprovvedute e poco informate, ma che spesso brillano anche per arroganza e prepotenza. In realtà, il cane non può mai essere lasciato libero se è in grado di arrecare pericolo ad esempio, ad altri escursionisti, a sciatori, a ciclisti, ad avventori o gestori dei rifugi, e così via o se c'è un divieto (che talvolta è addirittura di accesso) a salvaguardia di aree protette e di parchi naturali. Ma al di fuori di tali fattispecie, la motivazione principale per non lasciare libero il cane che non risponde prontamente ai richiami del conduttore è la necessità di tutelare la fauna selvatica: un cane che rincorre uno dei molti animali selvatici presenti in montagna mette in pericolo non solo la vita del selvatico (che se anche non verrà ferito o ucciso dal cane potrà però ferirsi o comunque indebolirsi per l’inseguimento ed esporsi così a una più facile predazione da parte di altri selvatici), ma anche la propria per l’eventuale contatto con esemplari selvatici malati (rabbia, tubercolosi, ma anche la malattia di Aujeszky, causata da un virus che ha come ospite naturale il cinghiale e per la quale non esiste un trattamento efficace). Una scheda specifica nella sezione “il cane nella società” delle Guide di Apaca (anche in formato audio) raccoglie molte altre utili informazioni sull'attrezzatura, sulle modalità di affrontare il percorso e sulle cose da fare prima e dopo l'escursione in montagna.
Eingestellt vor 5 Monaten






