Adopter Roma: “Nuovo bando canili favorisce solo imprenditori randagismo”
Croisé · Mâle · Jeune · 3 ans
«Le Comune de Rome a lancé un appel d'offres pour la gestion des chiens de Rome. Dans cet appel d'offres, il n'y a pas une seule parole ou référence aux associations animales. Un appel d'offres qui prévoit un montant de 5 millions d'euros sur trois ans (plus précisément 6.592.216 euros TTC pour 3 ans de service ; 2.197.405 euros par an, comprenant le 10 % de bénéfice prévu pour l'entreprise attributaire) ; seuls deux entrepreneurs du vagabondage se sont présentés, dont l'un est le gestionnaire actuel». Ainsi s'expriment les associations animales Avcpp, Lav, Oipa, Animalisti Italiani et Lndc. «Le premier critère prévoit un chiffre d'affaires de 2 millions d'euros au cours des deux dernières années (2016/2017) et déjà à partir de cet élément, on comprend comment les associations animales sont tenues à l'écart. Avec un chiffre d'affaires de ces dimensions comme exigence, une association animale a presque impossible de participer à la gestion des chiens de Muratella et de Ponte Marconi. Cela concerne la partie économique», expliquent les associations. Dans l'offre technique, disent-elles, «il n'y a aucune trace de notes qui récompensent les associations animales, ni de critères préférentiels destinés aux associations animales ; et cela malgré la circulaire 14.05.2001 n° 5 du ministère de la Santé en application de la loi 281 du 1991 qui indique que «les conventions pour la gestion des chiens et refuges doivent être accordées prioritairement aux associations à but non lucratif ou aux organismes ayant pour objectif la protection des animaux», tandis que l'article 2 de la loi régionale 34 du 1997 écrit que «les chiens publics peuvent être confiés en totalité ou en partie en gestion, par convention, aux associations de volontaires animaux à but non lucratif et à la protection des animaux visée à l'article 23, paragraphe 1», ajoutent les associations. Et l'offre économique, soulignent les associations animales, «ne serait-ce que dire, 'offre»
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“Il Comune di Roma ha indetto un bando di gara per la gestione dei canili di Roma. Nel bando non vi è una sola parola o riferimento alle associazioni animaliste. Un bando che prevede un importo di gara di oltre 5 milioni di euro per tre anni (per la precisione 6.592.216 euro compresa Iva per 3 anni di servizio; 2.197.405 euro l’anno, comprensivo del 10% di utile previsto per l'impresa aggiudicataria); a presentarsi sono solo due imprenditori del randagismo, di cui uno è l'attuale gestore”. Così una nota delle associazioni animaliste Avcpp, Lav, Oipa, Animalisti Italiani e Lndc. “Il primo requisito prevede un fatturato di 2 milioni di euro negli ultimi 2 anni (2016/2017) e già da questo elemento si capisce come le associazioni animaliste vengano tenute lontane. Con un fatturato di tali dimensioni come requisito, per una associazione animalista è quasi impossibile poter partecipare alla gestione dei canili di Muratella e di Ponte Marconi. Questo riguarda la parte economica”, spiegano le associazioni. Anche nell'offerta tecnica, dicono, “non vi è alcuna traccia di punteggi che premino le associazioni animaliste, ne di criteri preferenziali rivolti alle associazioni animaliste; e questo nonostante la circolare 14.05.2001 n. 5 del ministero della Sanità in attuazione della legge 281 del 1991 indichi che ‘le convenzioni per la gestione dei canili e dei rifugi devono essere concesse prioritariamente alle associazioni Onlus o agli enti aventi finalità di protezione degli animali', mentre l’articolo 2 della legge regionale 34 del 1997 scrive che ‘i canili pubblici possono essere affidati in tutto od in parte in gestione, mediante convenzione, alle associazioni di volontariato animalista Onlus e per la protezione degli animali di cui all'articolo 23, comma 1′”, aggiungono le associazioni. E l'offerta economica, rimarcano le associazioni animaliste, “neanche a dirlo, ‘offerta economicamente più vantaggiosa sul miglior rapporto qualità/prezzo', ovvero al massimo ribasso”. “Ecco, è questo il succo della battaglia che ancora una volta si sta consumando tra le gabbie dei canili Muratella e Ponte Marconi, le uniche due strutture comunali rimaste aperte dopo la chiusura della Valle dei Cuccioli, di Villa flora e del rifugio Vitinia ex Poverello. Imprenditori privati a gestire e via le associazioni animaliste Onlus”, sottolineano Avcpp, Lav, Oipa, Animalisti Italiani e Lndc. “Si continuano ad abbassare gli importi a base d’asta, riducendo i servizi ai cittadini e soprattutto minando il benessere degli animali. E' un mero calcolo matematico: un'associazione Onlus senza scopo di lucro investe l'intero budget del proprio bilancio messo a disposizione dal Comune su: benessere animale, servizi al cittadino, informazione, progetti sociali volti a migliorare il sistema”, avvertono. “Senza margini di profitto del 10% e senza che la collettività sostenga il costo aggiuntivo del 22% di Iva, inoltre garantisce il benessere animale, promuove il rapporto uomo e animale nel rispetto reciproco del diritto alla vita e tutto senza dover conteggiare quanti euro dovranno essere messi in tasca a fine mese”, spiegano. “Un privato invece ricava un margine di profitto dall'intero importo messo a disposizione dal bando (in questa gara il Comune di Roma ha previsto il 10% di utile di impresa) che si traduce in meno servizi al cittadino e minor personale impiegato, e meno personale significa meno informazione, meno comunicazione, meno benessere animale e assenza di qualsivoglia tutela dei diritti degli animali”, dicono le associazioni. Il bando di gara “deve prevedere un modello che contempli corsie preferenziali per le associazioni animaliste e permettere ad esse di concorrere in modo equo ad un bando di gara giusto e volto a garantire il migliore servizio al cittadino e ai cani e gatti di Roma”, chiedono le associazioni precisando che “per questo le associazione animaliste Lav, Oipa, Aniamlisti Italiani, Lndc, sostengono Avcpp davanti al Tar Lazio per poter ribadire il proprio diritto a partecipare ai bandi per la gestione dei canili”. “Il 10 ottobre 2018 ci sarà la prima udienza che si dovrà pronunciare sulla sospensiva del bando di gara: un appuntamento importante e il primo atto a tutela di cani e gatti”, conclude la nota.
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