Adoptar a Il cane in braccio
Mestizo · Desconocido · Cachorro · 4 meses
Puppies y perros pequeños a menudo terminan en los brazos de sus compañeros humanos. Las razones siempre son las mismas: "desire" de acurrucarse o "desire" de protegerlos, lo cual en ambos casos manifiesta el epimeis, es decir, el placer de cuidar a un ser que parece pedir protección o ayuda. Pero ¿corresponde correctamente este "desire" del humano al etograma del perro? Parece que no, sobre todo porque el ser que se lleva no forma parte de comportamientos intraespecíficos (excepto en las primeras semanas cuando un puppy puede ser levantado por la boca de la madre) como un abrazo, que es una acción típicamente humana, no canina. Además, si parece que el perro pide ser recogido, es muy probable que sea un hábito implementado por el humano o incluso un comportamiento que podría ocultar un problema en el perro que debe abordarse en lugar de fomentarse. Además, el "desire" de asegurar al puppy o al perro, quizás en un área segura o cuando otro perro se acerca, levantándolo del suelo y sosteniéndolo en tus brazos puede desencadenar la motivación predadora de los perros de los cuales crees que estabas rescatándolo: levantar al perro hacia arriba equivale a la huida de lo que claramente parecerá presa. Y llevar al perro en tu brazo durante un paseo no tiene sentido, ya que impide que el perro explore el entorno, obtenga información, memorice escenas, identifique peligros y distinga diferentes olores. Por supuesto, completamente diferente es la acción del perro que decide sentarse en tu regazo cuando estás sentado: en este caso, el perro muestra un deseo de contacto que debe fomentarse (no rechazarse) y que al mismo tiempo nos permite cumplir nuestro "desire" de tenerlo "en nuestros brazos" de manera etológicamente correcta. Este es un cachorro.
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Cuccioli e cani di piccola taglia finiscono spesso in braccio ai loro compagni umani. I motivi sono sempre gli stessi: “desiderio” di coccolarlo o “desiderio” di proteggerlo, che in entrambe le fattispecie concretizzano l’epimelesi, ossia il piacere di prendersi cura di un essere che sembra chiedere protezione o aiuto. Ma questo “desiderio” dell’umano si rapporta correttamente all’etogramma del cane? Sembra proprio di no, anzitutto perché l’essere trasportato non fa parte dei comportamenti intraspecifici (se non nelle primissime settimane quando il cucciolo può essere sollevato con la bocca dalla madre) esattamente come l’abbraccio, che è un’azione tipicamente umana e non canina. Se, poi, può sembrare che sia il cane a chiedere di essere preso in braccio è molto probabile che si tratti di un'abitudine implementata dall’umano o, addirittura, di un comportamento che potrebbe nascondere un disagio del cane che andrebbe risolto e non assecondato. Non solo, ma il “desiderio” di mettere in sicurezza il cucciolo o il cane – magari in un'area sgambo o all'approssimarsi di un cane libero – sollevandolo da terra e tenendolo in braccio può attivare la motivazione predatoria dei cani dai quali si pensava di sottrarlo: sollevare il cane verso l’alto equivale, infatti, alla fuga di quella che a tutti gli effetti sembrerà essere una preda. E la passeggiata in braccio all’umano? Non ha alcun senso, dato che impedisce al cane di esplorare l’ambiente, acquisendo informazioni, memorizzando odori, individuando pericoli, riconoscendo e distinguendo le differenti tracce olfattive. Ovviamente, del tutto differente è l’azione del cane che decide di sedersi in braccio quando si è seduti: in questo caso, il cane manifesta un desiderio di contatto che va assecondato (non respingendolo) e favorito (magari sedendosi a terra accanto a lui) e che, contemporaneamente, ci permette di concretizzare nel modo etologicamente corretto il nostro “desiderio” di averlo “in braccio”.
Publicado hace 4 meses






