Adoptar a Un setter fugge dalla clinica
Mestizo · Desconocido · Senior · 9 años
Nos alegra mucho tener esta publicación escrita por Attorney Elisabetta Fortuna de la Vicenza Bar, quien eligió nuestro sitio para publicar su comentario sobre un reciente fallo de la Vicenza Court que reconoció daños existenciales por la pérdida de un perro a clientes representados por la AttorneyFortuna. Un hermoso y bien motivado fallo, en línea con la jurisprudencia más reciente y progresista de Italia. Fiamma, un Gordon setter abandonado por sus anteriores dueños después de sufrir golpes y maltrato, fue encontrado muriendo por el personal en el refugio para perros Vicenza y, después de unos años, fue adoptado por una pareja joven. El trabajo de construir una relación de confianza entre el animal y sus "padres adoptivos" fue lento debido a la memoria inagotable de los golpes pasados de Fiamma, pero finalmente se formó un vínculo duradero entre los tres. En 2013, el animal fue hospitalizado en una clínica veterinaria para una cirugía de reconstrucción de ligamentos rotos. Durante la estancia postoperatoria en la clínica, Fiamma escapó mediante una puerta abierta dejada sin cerrar por el personal mientras ella podía moverse libremente dentro de la clínica durante las limpiezas. La alarma sobre la fuga solo se levantó después de varias horas y búsquedas inmediatas y prolongadas no dieron resultados. Meses después de la desaparición, y considerando la salud frágil de Fiamma en el momento de la fuga (el animal había acabado de someterse a una operación debilitante con una gran herida), los dueños se convencieron de que Fiamma había muerto. Se presentó entonces una demanda ante el Vicenza Court para que la clínica se declarara responsable de negligencia por parte del personal encargado del cuidado del perro, y para que la instalación veterinaria se condenara a indemnizar los daños no pecuniarios derivados de la pérdida del animal de compañía. La entidad nombrada como demandada se defendió afirmando la imposibilidad de compensar daños no pecuniarios (morales) debido a la pérdida del animal de compañía, basándose en una dirección jurisprudencial conocida que se opone a dicha compensación, también respaldada por la decisión de 2008 del United Sections, que categóricamente negó la compensación de daños morales en casos de muerte de un animal de compañía. Sin embargo, el Vicenza Court con el fallo número 24/2017 publicado el 3 de enero de 2017, siguió una dirección jurisprudencial diferente favorable a la compensación de daños no pecuniarios por la pérdida de una mascota, incluso fuera de los casos de daños resultantes de un delito. El juez Vicenza, guiado por el creciente número de decisiones de la jurisprudencia de méritos que reinterpretan el Supreme Court de la decisión del Cassation, elevando la protección de los animales domésticos al estatus de un "derecho inalienable" según el Article 2 del Constitution, así como por intervenciones legislativas recientes que protegen el vínculo entre humanos y animales, declaró: "La relación con los animales domésticos no puede compararse con la con un objeto, ya que es una relación con seres vivos, principalmente fuentes de compañía, y en la mayoría de los casos consideradas por sus dueños como 'miembros de la familia'. Por lo tanto, no puede compartirse en el contexto social actual y cambiado, la orientación según la cual la relación cariñosa entre humano y animal carece de cobertura constitucional, ya que no cabe duda de que en muchas situaciones (incluyendo ciertamente la de especie) dicha relación implica una de esas actividades que realizan a la persona, las cuales la Ley 14 de agosto de 1991, No. 281, conocido como el Framework Ley sobre mascotas y prevención de la pérdida de animales [...] Considering estos aspectos, por lo tanto, el Court considera adecuado seguir la dirección jurisprudencial descrita favorable a la compensación de daños no pecuniarios por la pérdida de una mascota, incluso fuera de los casos de daños derivados de un delito." Attorney Elisabetta Fortuna – Thiene (VI)
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Ospitiamo davvero molto volentieri questo articolo firmato dall'avv. Elisabetta Fortuna del Foro di Vicenza, che ha scelto il nostro sito per pubblicare il commento ad una recente sentenza del Tribunale vicentino che ha riconosciuto il danno esistenziale per la perdita del cane ai clienti assistiti dall'avvocato Fortuna. Una sentenza bella e ben motivata, in linea con la più recente e illuminata giurisprudenza italiana. Fiamma, una setter gordon abbandonata dai precedenti proprietari dopo aver subito da questi sevizie e maltrattamenti, veniva raccolta moribonda dagli addetti al canile di Vicenza e dopo un paio di anni era adottata da una giovane coppia di fidanzati. Il lavoro di costruzione di un rapporto di fiducia tra l’animale e i “genitori adottivi” è stato lento, stante il ricordo indelebile per Fiamma delle percosse ricevute in passato, ma alla fine tra i tre si è creato un rapporto di affetto indissolubile. Nel 2013 l’animale veniva ricoverato in una clinica veterinaria per essere sottoposto ad un intervento di ricostruzione dei legamenti rotti. Durante la degenza post operatoria presso la clinica, Fiamma, lasciata libera di circolare all’interno dei locali dell’ambulatorio durante la pulizia della sua cuccia, fuggiva da una porta di uscita lasciata aperta dal personale preposto. L’allarme della fuga veniva dato solo dopo qualche ora e le immediate e prolungate ricerche non portavano a nessun risultato. A distanza di diversi mesi dalla scomparsa, e considerate le precarie condizioni di salute di Fiamma al momento della fuga (l’animale era reduce da un’operazione debilitante dalla quale riportava una grossa ferita), i proprietari dell’animale si sono persuasi che Fiamma fosse morta. E’ iniziata, quindi, una causa avanti al Tribunale di Vicenza per veder dichiarata la responsabilità della clinica che aveva in cura Fiamma, per omessa vigilanza e negligenza del personale di turno preposto alla custodia del cane, e la conseguente condanna della struttura veterinaria al risarcimento anche del danno non patrimoniale conseguente alla perdita dell’animale di affezione. La parte citata in causa a propria difesa assumeva l’impossibilità di risarcire il danno non patrimoniale (alias morale) per la perdita dell’animale di affezione, stante l'esistenza di un noto indirizzo giurisprudenziale contrario al risarcimento di tale tipo di danno, avallato anche dal pronunciamento delle Sezioni Unite del 2008, che negano perentoriamente il risarcimento del danno morale in caso di morte dell’animale di compagnia. Tuttavia, il Tribunale di Vicenza con la sentenza n. 24/2017 pubblicata il 3.1.2017 ha aderito ad un diverso indirizzo giurisprudenziale favorevole al risarcimento del danno non patrimoniale per la perdita dell'animale d'affezione anche al fuori dei casi di danno conseguente a reato. Il Giudice di Vicenza, sulla scorta delle sempre più numerose pronunce della giurisprudenza di merito che rileggono la decisione della Corte di Cassazione, elevando al rango di “diritto inviolabile” ex art. 2 Cost. la tutela dell'animale d'affezione, nonché sulla scorta dei recenti interventi legislativi che tutelano il rapporto di affezione tra uomo e animale ha stabilito che: “Il rapporto con gli animali domestici non può essere paragonato a quello con una cosa, trattandosi di una relazione con esseri viventi, prevalentemente fonti di compagnia e nella maggior parte dei casi considerati dai loro padroni come “membri della famiglia”. Non può, pertanto, essere condiviso, nell'attuale e mutato contesto sociale, l'orientamento secondo il quale il rapporto d'affetto tra uomo ed animale sia privo di copertura costituzionale, non potendosi dubitare del fatto che, in molte ipotesi (tra cui sicuramente rientra quella di specie) in detto rapporto si inserisce una di quelle attività realizzatrici della persona che la Carta costituzionale tutela all'art. 2. D'altro canto, come evidenziato da alcune pronunce della giurisprudenza di merito, lo stesso legislatore ha acquisito piena consapevolezza del legame che si instaura tra il padrone e il suo animale, di cui costituisce espressione la Legge 14 agosto 1991, n. 281, c.d. Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo […] Alla luce di tali considerazioni, dunque, ritiene il Tribunale di dover aderire al descritto indirizzo giurisprudenziale favorevole al risarcimento del danno non patrimoniale per la perdita dell'animale d'affezione anche al fuori dei casi di danno conseguente a reato.” Avv. Elisabetta Fortuna – Thiene (VI)
Publicado hace 4 meses






